Fabian Cancellara,
di origine sanfelese, e' il cannibale dei tempi moderni. Una forza della natura, un treno a due ruote che asfalta il pave' della Parigi-Roubaix come fosse un tappeto rosso. E' lui la star di questa 108esima edizione della classica del pave', 259 chilometri nell'Inferno del Nord che, al suo passaggio, spegne le fiamme e diventa un paradiso. Il 28enne svizzero della Saxo Bank non ha rivali, scappa via a 50 Km dalla conclusione in un tratto d'asfalto, approfittando di una bevuta in fondo al gruppetto del suo grande rivale, il belga Tom Boonen, che, come una settimana fa, aveva dato in precedenza la scossa alla gara portandosi appresso i migliori. Dopo i muri del Giro delle Fiandre, dunque, l'olimpionico a crono fa sua anche la Roubaix, concludendo la cavalcata trionfale nel velodromo piu' famoso del ciclismo, aumentando il gap sul Carrefour de l'Arbre, il tratto piu' insidioso di pave' dopo la mitica Foresta di Arenberg. La sua e' una doppietta da urlo, riuscita in precedenza solo a nove illustri colleghi: il suo connazionale Suter (1923), i belgi Gijssels (1932), Rebry (1934), Impanis (1954), De Bruyne (1957), Van Looy (1962), De Vlaeminck (1977), Van Petegem (2003) e Boone(2005). Proprio quest'ultimo, che mirava al poker per raggiungere un mito come De Vlaeminck, e' stato il grande sconfitto di giornata. La sua 'dormita' sull'allungo di Cancellara entrera' nella storia delle beffe dello sport: il fiammingo resta un fuoriclasse ma, a confronto del campione svizzero, fa ancora la figura del 'pollo'. La corsa, caratterizzata da una fuga a 19 nelle fasi iniziali, e' vissuta ancora della rivalita' tra i due fenomeni: e' Boonen ad attaccare, e' Cancellara a trionfare, piu' forte anche di una foratura che non ha scalfito le sue certezze. Tra i migliori c'e' sempre stato Filippo Pozzato: il vicentino della Katusha, ancora non al top a causa di quel virus intestinale che lo aveva costretto a saltare il Fiandre, resiste fino ai 200 Km ma poi sventola bandiera bianca. Sul podio salgono, con un distacco di un paio di minuti, il norvegese Thor Hushovd (Carvelo) e lo spagnolo Juan Antonio Flecha (Sky), giunti all'epilogo con qualche attrito sfociato in un applauso ironico del basco. Il tricolore veneto e' settimo e autore comunque di una bella gara nel ricordo di Franco Ballerini, la cui assenza nella 'sua' corsa si e' sentita come un macigno sul cuore. "Ho dato tutto quello che avevo, sono arrivato davvero stanco - commenta Pozzato - Mi sarebbe piaciuto arrivare tra i primi cinque ma obiettivamente sapevo che era nelle mie possibilita' finire nei dieci. Ho fatto gli ultimi chilometri con il cuore e la grinta". Boonen si e' fatto infilare da Cancellara mentre stava bevendo, un errore che il vicentino, grande amico del fiammingo, interpreta cosi': "Non aveva grandissime gambe, ci siamo parlati e anche io dopo i duecento chilometri non ero brillantissimo. Comunque, ci tenevo a fare una bella corsa per onorare la memoria di Ballerini". Missione riuscita, anche se la vittoria di un italiano in una classica continua a non arrivare.
http://www.fabiancancellara.ch/