E’ con grande sconcerto che il WWF lucano ha di recente appreso della volontà del Comune di
San Fele di realizzare nell’ambito dei PIOT (Programmi Integrati di Offerta Turistica) della Regione Basilicata l”Autodromo Lucano” di fuoristrada, una mega pista di cross che dovrebbe sorgere in località
“Piano Perazze” a circa 1100 metri di quota, una delle località della nostra regione tra le più straordinarie dal punto di vista paesaggistico e naturalistico. Il sito individuato si colloca infatti sulle pendici del Monte Santa Croce ricoperte da una imponente faggeta secolare confinante con il Passo delle Crocelle.
La realizzazione della pista, come facilmente e inconfutabilmente immaginabile, sconvolgerebbe radicalmente lo stato dei luoghi dell’intera area a causa degli effetti diretti e indiretti derivanti soprattutto dalle attività che vi si andrebbero a praticare. Basti solo pensare all’elevatissimo inquinamento acustico nel corso di prove e gare, alle emissioni di gas di scarico dei mezzi da gara ed alla concentrazione incontrollabile di automezzi di supporto in tutte le aree circostanti. Il progetto in questione, inoltre, andrebbe a danneggiare il settore dell’allevamento bovino ed ovino privandolo di una ampia area vocata al pascolo brado ed agli usi civici per la popolazione locale. Si rimane ancora più allibiti nel pensare che il progetto rientra nel PIOT del quale risulta capofila proprio il Comune di San Fele, denominato “BasilicataNaturaCultura” in quanto dovrebbe tendere ad una valorizzazione turistica sostenibile della cultura e della natura del territorio e non certo al sacrificio ed alla umiliazione di uno dei suoi siti più preziosi, così come peraltro riconosciuto dalla stessa Legge Regionale 28/94 che inserisce il Monte Santa Croce tra le aree naturali protette da istituire per il suo ricco patrimonio di biodiversità animale e vegetale. Non esiste, a nostro avviso, una seppur minima compatibilità tra il progetto che si vuole realizzare ed il patrimonio naturale e storico-architettonico che trova la sua espressione più bella e mistica nella vicina Badia di Santa Maria di Pierno.
La valorizzazione di queste aree dall’equilibrio tanto delicato non può certo passare per progetti dall’impatto ambientale così elevato che peraltro non necessitano per propria vocazione di contesti ambientali di particolare valenza paesaggistica e naturalistica, ma per iniziative che vadano in direzione di un effettivo sviluppo sostenibile del territorio basato sul suo straordinario patrimonio ambientale e culturale.