Ruvo del Monte, Ripacandida, Ginestra e San Fele accomunati dalla bella musica

RUVO DEL MONTE, RIPACANDIDA, GINESTRA E SAN FELE ACCOMUNATI DALLA BELLA MUSICA E DAL BEL CANTO. UN ESEMPIO DI SINERGIA BEN RIUSCITO.

    Anche quest’anno, come da tradizione, i paesi di Ruvo del Monte, Ginestra e Ripacandida hanno unito le loro forze canore e musicali per dar luogo, a turno, al concerto di Natale denominato, appunto, Three Towns a Choir. Così, il giorno 3 gennaio 2016, è toccato a Ruvo del Monte di ospitare l’atteso evento.

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Sotto l’abile direzione artistico-musicale dei maestri concertatori Davide Marra e Dino Rigillo si è esibito, nella chiesa di S. Maria Assunta, il coro polifonico dei tre paesi  del Vulture, accompagnato  dalle note della Rigillo’s Band.

Sono stati eseguiti canti natalizi, anche poco conosciuti, come “Nanita Nana” (versione per quattro chitarre), senza trascurare le celeberrime “Tu scendi dalle stelle”, White Christmas”, “Feliz Navidad” etc. Non sono mancati, certo, i pezzi forti più attuali, come “Hallelujah” e “Stand by me” cantati magistralmente dall’ottimo, eclettico Davide Marra, che ha diretto anche il coro “rinforzato”.

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Ad ampliare l’offerta musicale è giunta poi la voce solista della brava Annamaria Rigillo, figlia d’arte, che ha cantato un song bantù ( Sifoni Leo-he’s born today oh!) e la celebre “Ave Maria “ di Gounod, riscuotendo  un notevole successo.

 IL CONCERTO DI SAN SEBASTIANO  A SAN FELE
Il giorno 20 gennaio 2016 è stato il turno del “Gran Concerto di San Sebastiano” a San Fele. A salire sugli altari, in questo caso, sono stati il “Coro San Giustino de Jacobis” ed il piccolo coro omonimo. Accompagnati dagli strumenti della famiglia Rigillo, la serata è stata allietata dalla presenza straordinaria del prof. Mario Tronnolone (diplomato in clarinetto al Conservatorio di Potenza, docente di Educazione musicale nella Scuola Media) che, al piccolo, ottocentesco organo meccanico positivo con prima ottava corta, da lui restaurato dopo il serendipico rinvenimento in stato di abbandono, un lustro fa, ha eseguito il “Concerto per violino in MI minore di Antonio Vivaldi, trascritto in SI minore per Grand’Organo da Johan Walter”, adattato all’uopo al piccolo organo positivo, che l’organista ha definito “capace comunque di produrre una sonorità delicata, ma incisiva e di grande effetto”. Come contraddirlo, dopo avere ascoltato un’esecuzione così celestiale?

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E’ stata la volta, quindi, della musica leggera (ma non troppo) che ha visto salire alla ribalta la bravissima Lorena Ticchio, giovane e bella cantante dalla voce potente, elastica, con acuti da soprano, stentorea, ma a tratti carezzevole come il velluto, con tratti indicali inconfondibili, che ha veramente deliziato il nutrito pubblico che affollava la chiesa madre “Santa Maria della Quercia”, esibendosi in un buon inglese nella famosissima “Hallelujah” di Leonard Cohen, suo attuale cavallo di battaglia.

L’Inno a San Sebastiano (di Giella) e “We are the World” (di M. Jackson e Lionel Richie) etc. sono state le altre perle cantate dal coro “autoctono”. La serata è stata presentata dalla brava e simpatica Simona Cristiano, che con il suo consueto charme ha saputo incorniciare le performances dei  cori e degli strumentali diretti ottimamente dalla prof.ssa Rosella Ferrara.

A margine dell’evento, abbiamo posto qualche domanda ai due protagonisti assoluti della serata.

D.- Prof. Tronnolone, quando ha scoperto la passione per la musica?

R.- Intorno ai cinque anni. A sei- sette anni, già suonavo il clarinetto.

D.-Che cosa si prova a suonare un organo così antico?

R.-Un’emozione indescrivibile!

D.- Ha mai pensato di comporre qualcosa per organo?

R.- Sì. Anni fa composi un inno a S. Giustino. Poi composi anche la musica per un musical dedicato sempre a San Giustino, con testi di Michelina Renda, ad uso della Scuola Media.

Chiudendo in bellezza, abbiamo chiesto alla solare artista ruvese:

D.-Lorena, a quale età hai scoperto di avere una bella voce?

R.- All’età di dieci anni, quando frequentavo  la scuola elementare.

D.-Sei stata assecondata dai tuoi genitori, nel coltivare questa dote naturale?

R.- Sì, nei limiti del possibile, perché provengo da una famiglia povera.

D.- So che stai studiando canto, nonostante tu abbia già inciso un CD come cover di Mia Martini, alcuni anni fa. Hai intenzione di fare un nuovo CD, alla luce della tua metamorfosi musicale?

R.- Sì, infatti, a febbraio uscirà un mio brano inedito intitolato “Mi innamorerò”, che verrà diffuso attraverso “I Tunes” ed altri networks.

Non ci resta che augurarle ad maiora ed arrivederci al prossimo concerto.

Prof. Domenico Calderone

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