Venosa, Potenza [Basilicata]

Anticamente VENUSIA sorse come centro Apulo – Lucano essendo situata sul confine fra Puglia e Basilicata. Conquistata dai Romani nel 281 a.C., divenne successivamente Colonia e Municipio Romano.Dal 268 a.C. VENOSA ebbe un notevole sviluppo come centro commerciale ed amministrativo, dovuto al prolungamento della Via Appia da Benevento a Taranto e fu frequentata da varie stirpi fra cui un consistente gruppo di ebrei. Nel 1501 fu conquistata dagli Aragonesi per poi passare in feudo dei Gesualdo, principi di Venosa, che ne fecero un centro culturale. La città prese parte ai Moti Carbonari del 1820/21. Dopo l’Unità d’Italia, nel 1861, appoggiò come quasi tutti i paesi della BASILICATA, il brigantaggio del bandito Crocco, aderendo all’insurrezione filo-borbonica. VENOSA è nota soprattutto per aver dato i natali a QUINTO ORAZIO FLACCO nel 65 a.C., uno dei più grandi poeti latini. La “CITTA’ DI ORAZIO”, diede i natali a molti altri letterari, scienziati, giuristi e uomini politici. Il Castello Aragonese, al centro della piazza, fu costruito nel 1470 dal duca Pirro del Balzo Orsini, sul luogo in cui preesisteva una antica cattedrale. L’edificio, circondato da un ampio fossato, è a pianta quadrata con torri circolari all’interno delle quali venivano ricavati ambienti utilizzati come luoghi segreti adatti a rinchiudere i prigionieri. Il castello ospita il “Lapidarium Venusium” che conserva notevoli reperti epigrafici della zona e la cosiddetta “Collezione Briscese”. In località Loreto – Notarchirico è sito il Parco Paleolitico nel quale è possibile notare i vari periodi dell’esistenza umana risalenti al Paleolitico Inferiore – Acheuleiano Medio. L’abbazia della Trinità, costruita nel 1406 dal conte Dragone d’Altavilla, è caratterizzata da tre parti: la “Chiesa Vecchia”, la “Sede Abbaziale” e la “Chiesa Nuova”. Anteriormente si erge la Chiesa Vecchia che ha una struttura molto semplice con l’ingresso fiancheggiato da due sculture in pietra, raffiguranti due leoni. L’interno è atre navate e conserva la tomba di Aberarda, moglie di Roberto il Guiscardo.

800px-VenosaLa Chiesa Nuova, continuazione della Chiesa Vecchia, composta solo da colonne e pilastri, è rimasta incompiuta. Affiancata alla Chiesa Nuova è la Sede Abbaziale che conserva una cappella a cupola costruita con grandi pietre e che alcuni studi compiuti recentemente fanno risalire le sue origini ai benedettini prima della conquista normanna. La Cattedrale di Sant’Andrea Apostolo fu fatta costruire da Pirro del Balzo nel 1470; la facciata molto semplice è stata rifatta insieme al portale marmoreo all’inizio del 1500 da Cola Conza. Il campanile conserva numerosi marmi romani e varie iscrizioni. All’interno della Cattedrale si trovano la Cappella del Sacramento e varie tele di grande valore artistico. Nel 1298 il re Carlo I d’Angiò fece costruire la Fontana Angioina di cui ancora oggi si può ammirare la bellezza artistica. Oltre la Fontana Angioina, VENOSA ne conserva altre come la fontana detta la “Romanesca”, edificata dai romani nella valle del Reale ai lati della quale vi sono due bassorilievi raffiguranti la testa di un leone e due figure umane. Secondo una credenza popolare chi beve l’acqua della fontana ne resta stregato. Di interesse artistico è anche la Fontana di Messer Oto costruita nel 1313/14 su cui domina la mole di un leone in pietra di stampo romano.

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Casa di Orazio

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La città ha anche numerosi palazzi come Palazzo Calvino, costruito nel seicento e rifatto più volte nel corso del settecento ed ottocento; oggi è sede municipale e conserva nel suo interno una tavola marmorea con l’incisione dei nomi di magistrati romani dal 34 al 28 a.C.. Interessanti sono: Palazzo Balì costruito nel XV sec. e restaurato dal Balì dei Cavalieri di Malta, Palazzo Dardes del XVIII sec. che conserva l’elemento architettonico del “Telamone” e “Palazzo Veltri” situato in piazza Ninni, di origine settecentesco. Inoltre vi sono Palazzo Frusci medico chirurgo, Palazzo del Capitano di origine seicentesco, con balcone barocco in ferro battuto, Palazzo Rapolla del XIX sec., dove venne ospitato il brigante Crocco ed infine Casa De Luca, sul cui portale si evidenzia lo stemma della famiglia De Luca. Poco fuori dell’abitato si possono visitare le Catacombe Paleocristiane scavate nel tufo con incisioni e affreschi. VENOSA è un centro prevalentemente agricolo e sede di qualche piccola industria. Abbondante la produzione di olio, vino, grano e ortaggi. Molti sono gli impianti vinicoli nei quali si producono ottimi vini. Caratteristica artigianale è la lavorazione della “Terracotta”.

 

English language

Anciently called VENUSIA it was considered as an Apulo – Lucanian town being situated on the border between Apulia and Basilicata. Conquered by the Romans in 281 B.C. it later became a colony and the seat of a Roman Municipium. Starting from 261 B.C. VENOSA increasingly developed as a commercial and administrative centre due to the extension of the Via Appiafrom Benevento to Taranto and was inhabited by several populations among which a large group of Jews. In 1501, it was conquered by the Aragonese and later it was granted in fee to the Gesualdos, princes of VENOSA who favoured cultural activities within the town. It took part in the Carbonary uprisings of 1820/21. after the Unification of Italy in 1861, like all the other villages of BASILICATA, VENOSA supported the brigandage of Crocco adhering to the pro – Bourbon insurrection. The town is the birthplace of one of the greatest Latin poets QUINTUS HORATIUS FLACCUS who was born there in 65 B.C. The “CITTA’ DI ORAZIO” (Horace’s town) is also the birthplace of many other scholars, scientists, jurists and politicians. The Aragonese Castle was built in 1470 by the duke Pirro del Balzo Orsini. It is situated in the middle of the town’s main square where an ancient cathedral originally stood. Surrounded by a large ditch, the square – shaped building has circular towers which were used as secret hideaways for locking up prisoners. The castle houses the “Lapidarium Venusium” preserving remarkable epigraphic finds as well as the “Collezione Briscese” (Briscese Collection). In an area called Loreto – Notarchirico stands the Palaeolithic Park within which it is possible to observe the different ages of primitive man’s life dating from the Middle Acheulian periods. The “Abbazia della Trinità”, built by the count Dragone d’Altavilla is composed of three parts: the “Chiesa Vecchia” (Old Church), the “Sede Abbaziale” (Abbey) and the “Chiesa Nuova” (New Church). In front of the New Church stands the Old Church of very simple structure with two stone sculptures representing two lions at its entrance. It has one nave and two aisles and preserves the tomb of Aberarda, Robert Guiscard’s wife. The New Church, a continuation of the Old Church, is composed only by columns and pillars and has been left unfinished. Near the New Church stands the Abbey housing a dome – shaped chapel which was built by using big stones. According to some studies that have recently been carried out, its origins date from the Benedectine monks who settled there before the Norman conquest. In 1470, the duke Pirro del Balzo ordered the construction of the “Cattedrale di Sant’Andrea Apostolo” (Cathedral of St.Andrew Apostle). Its façade is very simple and was rebuilt along with the marble portal by Cola Conza at the beginning of the 16th century. Its belfry preserves numerous marble works of art and several inscriptions dating from the Roman period. In its interior stands the “Cappella del Sacramento” (Chapel of the Blessed Sacrament) and several canvases of remarkable artistic value. In 1298, king Charles I of Anjou ordered the construction of the Angevin Fountain whose artistic beauty can still be admired today. VENOSA also preserves other fountains such as the Roman fountain called the “Romanesca”, built by the Romans in the Reale river valley and preserving two bas – reliefs representing a lion’s head and two human figures at its sides. According to a popular belief, whoever drinks the water of this fountain remains bewitched. Of great artistic interest is the Messer Oto’s Fountain built in 1313/14and characterized by a big stone lion of Roman style.the town also boasts several Palaces such as Calvino Palace, built in the 17th century and rebuilt several times during the 18th and 19th centuries. Today it is the seat of Town Hall and preserves a marble tablet on which the names of Roman magistrates who carried out their activity from 34 to 28B.C. are inscribed. Noteworthy are Balì Palace built in the 15th century and restored by the Balì of Malta Knights, Dardes Palace dating from the 18th century and preserving the architectonic element of “Telamone” and the 18th – century Veltri Palace situated in Piazza Nitti. It is also possible to admire Frusci Palace where the surgeon Francesco Frusci was born, the 18th-century Palazzo del Capitano having a Baroque wrought iron balcony, the 19th-century Rapolla Palace where the brigand Crocco was hosted as well as Casa De Luca whose main door shows the coat of arms of the De Luca family. At a few kilometres far from the town there are the tufa excavated Hebraic Catacombs showing engravings and frescoes. The economy of VENOSA is mainly based on agriculture even though in the last few years some industrial activities have developed. The town abounds in olive, grapevine, wheat and vegetable farmlands. There are many grapevine plantations yielding high-quality wine grapes. Local terracotta handicraft is also very famous.

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