• 27 Novembre 2020

Avvistata ed immortalata a San Fele una falena gigante

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Durante un caldo pomeriggio del mese di maggio è stata avvistata da Donato Liccione e successivamente segnalata ad Alberto Nigro in località San Filomena, una falena gigante. Le eccessive dimensioni, il tipico colore grigio-marrone inizialmente fecero pensare che si trattasse della Bramea del Vulture, ma dopo un’attenta ricerca sul web si è notato che la dominanza di 4 finti occhi disegnati sulla  parte centrale delle ali, l’apertura alare di circa 65-75 mm e le antenne meno brevemente bipettinate toglieva ogni dubbio sul fatto che invece si trattasse della più vicina cugina Saturnia pyri (Saturnia del pero). Dopo la meraviglia e lo stupore esternato dovuto allo strano fenomeno, soprattutto da parte dei bambini presenti sul posto e dopo essere stato immortalato mentre era saldamente aggrappato all’asfalto, l’enorme insetto è stato delicatamente sollevato, traportato e posato tra le foglie di alcuni cespugli adiacenti, per evitare che venisse investito dalle auto.

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Saturnia del pero (Saturnia pyri)

La Saturnia del pero (Saturnia pyri (Denis & Schiffermüller, 1775)) è un lepidottero appartenente alla famiglia Saturniidae, diffuso in Europa, Nordafrica ed in Asia occidentale.
Deve il suo nome comune al fatto che i bruchi si nutrono principalmente di foglie di pero (Pyrus), ma può nutrirsi anche di foglie di melo (Malus domestica), noce (Juglans), pioppo (Populus), olmo (Ulmus), albicocco (Prunus armeniaca), ciliegio (Prunus avium) e diversi altri alberi del genere Prunus.
Descrizione
È una delle più grandi farfalle italiane. La femmina raggiunge un’apertura alare di 150-160 mm, il maschio è di dimensioni un poco inferiori. Il bruco di questa specie è caratterizzato da un bel colore verde con tubercoli azzurri e a maturità arriva a misurare anche 10 cm. Per questo motivo, talvolta, può risultare dannoso per i frutteti. Sulle ali ha delle decorazioni a forma di occhi per spaventare gli uccelli.
Biologia
Raggiunta la massima età, il bruco tesse un grosso bozzolo sericeo piriforme di colore marrone e al cui interno avviene la ninfosi. Trascorrerà uno o più inverni sotto forma di crisalide, dopodiché sfarfallerà l’adulto, in primavera, in un periodo che va da aprile-giugno.
L’adulto non è in grado di nutrirsi poiché presenta un apparato boccale atrofizzato, ragion per cui vivrà il tempo necessario per assicurare la riproduzione e la continuità della specie.
Il maschio adulto è dotato di due antenne pettiniformi (filiformi nella femmina) con le quali capta il segnale odoroso della femmina anche a 2 km di distanza. La femmina, dal canto suo, produce dei feromoni sessuali, che guidano il maschio al loro incontro.
Anche poche ore dopo l’accoppiamento, la femmina depone le uova ed esaurisce le ultime riserve energetiche accumulate da bruco, il maschio invece può accoppiarsi altre volte.
Queste falene sono energiche volatrici e può accadere talvolta di scambiarle per dei pipistrelli.

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