“Sblocca Basilicata”: Via per istanze di permesso per ricerca idrocarburi anche a San Fele

Gli uffici della Regione Basilicata non perdono tempo e, in vista della conversione in legge del decreto “sblocca Italia”, già approvato a inizio novembre alla Camera dei Deputati, ed in particolare dell’articolo 38 che porta ogni competenza sui tavoli romani in materia di autorizzazioni, accelerano le proprie procedure concludendo i procedimenti con parere di assoggettamento alla Fase di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per due istanze di permesso di ricerca “Muro” Lucano, presentato dalla Italmin Exploration, ricadente nei Comuni di Balvano, Baragiano, Bella, Castelgrande, Muro Lucano, Picerno, San Fele (111,1 Kmq), con procedimento  approvato con Determina Dirigenziale n.19AB.2014/D.00448 del 27/10/2014 e “La Bicocca” della Delta Energy, con procedimento con Determina Dirigenziale n.19AB.2014/D.00447 del 27/10/2014 con sede nella citta di Matera, nominata “capitale europea del cultura 2019″, domiciliata in via XX Settembre 45. Istanza che comprende i territori comunali di Melfi, Rapolla e Barile (155,5 Kmq) nell’area vocata a produzioni tipiche e di qualità tra cui l’Aglianico del Vulture. 

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I Comuni interessati hanno ricevuto o stanno per ricevere gli avvisi nell’ambito delle procedure VIA attivata dagli Uffici regionali, mentre nelle prossime settimane si darà seguito al procedimento VIA secondo i tempi previsti dalla L.R. 47/98. In caso di slittamento dei termini oltre il 31/12/2014, ogni decisione verrà assunta dai Ministeri competenti, con il trasferimento a Roma della relativa documentazione, così come prevede l’articolo 38 dello “sblocca Italia”.

Mentre i parlamentari lucani esultano per i loro “ordini del giorno” votati dalla Camera, per la Basilicata già si profilano gli effetti nefasti del decreto legge “sblocca Italia”, che verrà convertito presto in legge dello Stato, sempre che la Regione Basilicata, considerati questi ultimi nefasti presagi, non decida di impugnare alla Corte Costituzionale, entro il prossimo 12 Novembre 2014, l’articolo 38 di un “decreto legge” “incostituzionale”, con una mobilitazione popolare che tenti di mettere un argine al dilagante proliferare delle trivelle sull’intero territorio della Basilicata, oggi non più solo una mera minaccia, bensì uno stato di fatto.

Fonte: olambientalista.it

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