SOGNI IN VOLO SULLE ALI DI UN PENTAGRAMMA: ALADDIN, LA FIABA MUSICATA DI ACCADEMIA MUSICALE DEL VULTURE. 

A guardarne le foto finiremmo per prendere un grosso abbaglio. E se ci si fosse trovati da non rioneresi nel bel mezzo della serata, sarebbe accaduto altrettanto: stiamo per caso assistendo a qualche performance artistica tipica dei giorni che concludono la festa patronale? C’è per caso in giro l’artista del momento a riempire così vistosamente piazza grande? Il fatto è che siamo al 3 luglio 2022 e la festa patronale ancora non c’è. E allora? Allora c’è semplicemente di bello che abbiamo di fronte a noi un pubblico davvero degno delle grandi occasioni. Nessun cantante di Youtube o della TV. Gli spalti si riempiono: l’aria è densa, festosa, elettrica. Siamo i ragazzi di Accademia Musicale del Vulture e quest’anno Piazza Giustino Fortunato ci accoglie per portare fuori dalle mura della nostra scuola, ancora una volta, così come nelle passate edizioni, il sogno delle Fiabe Musicate. Il nostro direttore artistico, il maestro Giovanni Catenacci, ci guiderà, assieme agli altri maestri della Scuola, nell’interpretazione – voci e orchestra – del colossal cartoon “Aladdin” (Walt Disney, 1992).

Siamo davvero emozionati e forse un po’ ci tremano le gambe: alcuni di noi, tra i sei e i dieci anni, salgono per la prima volta su un palco che a vederlo è tanto alto e grande da mettere soggezione; mentre altri, adulti pieni di voglia di fare e con uno spirito artistico così grande da coinvolgere e creare esempio, si sono messi totalmente in gioco, dimostrando che la voglia di fare e di donare musica, proprio come da sempre si dice, travalica ogni ha età. E gli strumenti per poter condurre questa armonia totale tra attori e pubblico ci sono tutti (o quasi): chitarre, violini, batterie, fiati, tastiere e l’organo più misterioso ed affascinante di cui Madre Natura ci ha dotato: le corde vocali. Ed ecco sulle note volteggiare acrobati danzatori, appesi a lunghe corde colorate, i potentini della scuola Acrobatica “Vuoto D’Aria”, chiamati a riempire l’atmosfera di ulteriore magia.

E un’enorme lampada magica e un tappeto volante in scena, animali di cartapesta e una tenda araba a simboleggiare i sogni di un ragazzo, Aladino, che per amore e forza di gentilezza ha osato sfidare l’ordine del ciò che è per trasformarlo in ciò che davvero si vorrebbe. Perché è proprio come una fiaba: la vita è sempre tutta da scrivere se è condotta dalla forza dei sogni più puri e belli, proprio come accade nella musica e nel rapporto che essa ha con tutti i giovani, che lo siano anagraficamente o anche un po’ meno. Brani come “La mia voce”, “Principe Alì”, “Un amico come me” non solo incarnano la bellezza della forza di volontà descritta in maniera così emblematica nella fiaba caposaldo de “Le mille e una notte”, ma lasciano per sempre immersi nella totalità della bellezza del “qui e ora”: perché ogni nota, provenga da corde umane o fabbricate dalla mano dell’uomo, quando vibra nell’aria è destinata a regalare un lungo abbraccio che inizia adesso e non finisce se non con l’estinzione del suo ricordo. Ed è così che nell’album della vita verranno scritti in maniera indelebile le gioie e i sacrifici dei giorni delle prove che hanno preceduto questa magnifica serata, così come quel tremolio leggero nella testa e sulle mani e le tante colorate farfalle nello stomaco che volano assieme ai numerosissimi applausi a fendere l’aria per tutta la musica che c’è. Dicono sia stato un grande successo e allora forse c’è da esserne un pò fieri.

È il lavoro silenzioso di una scuola che ha iniziato a farsi conoscere nel Vulture a partire dal 2011 e che piano piano sta dando i suoi frutti. Due sedi attuali, Rionero e San Fele, una cooperativa di maestri qualificati, tutti diplomati, che hanno come scopo quello di diffondere la cultura delle sonorità divertendosi con i loro allievi. Una vera e propria squadra di amici (Domenico Di Nella, Giuseppe Pace, Pierangelo Lapadula, Donato Zeccola, Andrea Pergola , Ines Colangelo) per un’offerta di studio davvero ampia: dai fiati (sax, clarinetto, flauto traverso) alle chitarre classica e moderna; dal basso alla batteria; dal pianoforte alle tastiere moderne; dal violino alla fisarmonica, passando per il canto classico e moderno, per finire con i corsi di musicoterapia e propedeutica musicale. Una scuola sempre aperta alla collaborazione con le altre realtà didattiche, pubbliche o private che siano.

Oltre ad esami in sede ed attestati di superamento annuale in base al percorso previsto, Accademia Musicale Vulture vanta un carnet di iniziative ampliamente collaudate: dai concorsi specifici per alunni particolarmente valenti, alle giornate formative itineranti, fino a “grandi classici” come i concerti natalizi o estivi gemellati con altre associazioni e patrocinati dai comuni di volta in volta interessati. In particolare, il progetto delle fiabe musicate, partito nel 2018 con la realizzazione del Musical “Pinocchio” all’interno dell’anfiteatro di Ruvo Del Monte, è stato seguito a ruota nel 2019 con “La bella e la Bestia”, sempre della Disney, portato in scena a San Fele in piazza Gaudioso.

Quest’anno AMV ha voluto però superare sé stessa, non solo potenziando le forze dinamiche e artistiche in gioco, richiamo per un enorme affluenza di pubblico, ma lanciando altresì il messaggio della “forza dei desideri” di cui la mitica fiaba di Aladino è capostipite e foriera: se lasciamo che ci guidino, le emozioni potranno fecondare la realtà, la realtà coltiverà il territorio incidendone pian piano le dinamiche e alla fine, perché no, anche il destino. Ed è in questo senso che rimanendo giovani, dobbiamo lasciare lavorare i giovani per cose belle e pure come la musica. Accademia Musicale del Vulture è una delle più belle realtà che abbiamo. Ed è pronta a lavorare con i giovani e con tutti coloro che si sentono giovani. Iscrizioni aperte a settembre per il nuovo anno. Che dite, si va? Pronti ed emozionati come lo siamo stati stasera, tutti, attori e spettatori. Insieme per decollare. Destinazione: nuove sognanti avventure sulle ali di un lunghissimo pentagramma.

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