• 27 Settembre 2020

La nostra Antonella Teora vince il Contest Internazionale “FS COMPETITION”

 La nostra Antonella Teora vince il Contest Internazionale “FS COMPETITION”

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LA GIOVANE ECONOMISTA LUCANA ANTONELLA LUCIA TEORA VINCE IL CONTEST INTERNAZIONALE “FS COMPETITION” DELLE FERROVIE DELLO STATO.

Il 5/6 ottobre 2016 si è tenuto a Roma il “Recruiting Day” delle Ferrovie dello Stato, per l’assunzione dei diciotto migliori giovani laureati in Economia od Ingegneria, nell’ambito del contest internazionale “FS COMPETITION”.

   Partendo dagli oltre 3000 iscritti alla data del 21 settembre (termine di scadenza del concorso), sono stati  selezionati, in primis, 60 candidati i quali, poi, si sono sfidati nella due giorni romana in “real time” per scegliere in un colloquio one-to-one, molto selettivo, i diciotto giovani laureati da ingaggiare nei quadri dell’area tecnica delle FS Italiane. E qui la nostra corregionale Antonella Lucia Teora, nata a San Fele 24 anni fa, grazie al suo brillantissimo curriculum (Laurea triennale all’Unibas con 110, lode e plauso; laurea specialistica in Economia aziendale, conseguita il 21 luglio 2016, alla “Sapienza” di Roma, con 110 e lode; tutor a studente universitario disabile, vari stages e tirocini presso aziende private ed enti pubblici) e alle sue ottime capacità di eloquio, ha fatto la differenza ricevendo, a tempo di record, la lettera d’ingaggio dallo staff del prestigioso marchio italiano. E, incredibile ma vero,  è già in servizio!

   Sembra una favola moderna, nell’epoca della meritocrazia inversa e della massima … disoccupazione giovanile, invece è una piacevole realtà. Un traguardo più che meritato, ove si consideri che la dr.ssa Teora, già nel 2014, all’Università della Basilicata aveva sbalordito tutti con una tesi intitolata “La resilienza del settore vitivinicolo in Basilicata”, spiegando in parole semplici che: “La resilienza è la capacità di un sistema, di un’organizzazione, di una comunità o di un individuo di creare, alterare e implementare nel tempo molteplici azioni adattive al fine di affrontare cambiamenti imprevisti.”

  Invece, nella tesi di laurea magistrale discussa alla “Sapienza” di Roma, il 21 luglio, intitolata “Un’applicazione del Three Factor Model al mercato italiano e valutazione del Carbon Risk”, la bellissima dr.ssa Teora, davanti al relatore, prof. Stefano Fontana, e alla correlatrice, prof.ssa Daniela Coluccia, ha discettato di “Metodi di Asset Pricing”, “Applicazione del Three Factor al modello italiano”, “Rischio emissioni inquinanti”etc. Chi ha avuto la fortuna di assistere alla sua brevissima “performance” ha potuto apprezzare il linguaggio forbito, tecnicamente settoriale,  della splendida ragazza nel trattare un argomento ostico e complesso come quello dell’Economia contemporanea, nell’epoca della globalizzazione totale, con tutte le implicazioni sul piano umano, sociale, etico, ambientale etc.

  In una fase delicatissima in cui le nostre banche (si fa per dire) rischiano il fallimento per cattiva gestione, rischio di inesigibilità dei crediti ecc., è quanto mai opportuno farsi una seppur minima cultura finanziaria perché, come dice la nostra economista nella sua introduzione: << Il costo del capitale azionario rappresenta un tema da sempre centrale nella finanza aziendale. (…) La stima di questo costo ricopre un ruolo importante nella finanza d’impresa, in quanto rappresenta la redditività minima richiesta da un azionista in base al profilo di rischiosità del proprio investimento. Rappresenta quindi il costo-opportunità dell’investimento. (…) Il Capital-asset Pricing Model (CAPM) è un modello che si basa proprio sull’analisi del rischio-rendimento, con a base diverse assunzioni, che in molti casi risultano lontane dalla realtà.>>

  L’esposizione di concetti economici continua, poi, citando studi scientifici che, tanto per cambiare, criticano questo metodo, identificando “altre variabili che potrebbero influire sui rendimenti dei titoli azionari”. E’ il caso di Fama e French che “sviluppano il Three Factor Model (3 FM), inserendo nel modello, oltre al premio per il rischio di mercato, altri due fattori di rischio: il rischio dimensione e il rischio Distress.    Le analisi empiriche svolte dai due autori dimostrano come il modello a tre fattori riesca a spiegare meglio i rendimenti di titoli azionari. (…) In Italia sia il CAPM che i modelli di Pricing in generale hanno trovato scarsa applicazione in letteratura anche a causa della ridotta dimensione del mercato italiano. (…) Uno degli obiettivi della tesi è l’applicazione del modello di Fama e French al mercato  azionario italiano e il confronto con il Capital Asset Pricing Model, al fine di capire se il primo spiega meglio i rendimenti delle azioni rispetto al secondo.>>

  La sensibilità verso i problemi ambientali non poteva certo far dimenticare alla dr.ssa Teora il fattore “Emissioni inquinanti” prodotte dalle industrie, che << hanno portato alla implementazione di meccanismi con il fine di ridurre le emissioni di gas serra.>> A questo proposito l’autrice cita il meccanismo perverso denominato “Emission Trading Scheme” messo in atto dal Protocollo di Kyoto, consistente nella possibilità di vendere quote di emissioni di CO2 (anidride carbonica) attraverso un mercato regolamentato. Sembra uno scherzo, ma scherzo non è: infatti, le imprese ed i Paesi che avranno un surplus produttivo di questo gas altamente inquinante potranno venderlo e conseguire un extra-profitto o, se in deficit, acquistarlo. Sentite questa: il prezzo delle quote di CO2 è stabilito con i normali meccanismi di mercato, attraverso contrattazione di borsa, ed è quindi soggetto alle fluttuazioni di mercato in relazione alla domanda e all’offerta del momento, che a loro volta sono influenzate da decisioni di tipo economico, politico, ambientale etc.

  In ultima analisi, dalla lettura di questa tesi, molto articolata, ricca di grafici esplicativi, formule matematiche complesse ma ben tradotte in linguaggio accessibile, dimostrazioni empiriche basate fondamentalmente sull’explanatio per argumenta exemplarum, emerge la profondità degli studi compiuti, l’ampiezza numerica e qualitativa dei testi consultati e la passione con cui la bravissima Antonella Lucia è riuscita, attraverso un registro linguistico di livello medio-alto, a rendere più semplice e meno arido il linguaggio spesso astruso, criptico ed incomprensibile dell’economia.

Si dice spesso che bellezza ed intelligenza non vanno mai di pari passo. La smentita è servita! Ad maiora!

Prof. Domenico Calderone

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