• 30 Novembre 2020

Lavoro ed occupazione: Basilicata maglia nera

lavoro

Le regioni dove il Pil pro capite, ossia il prodotto interno lordo, ha subito le maggiori contrazioni nel 2012 sono la Sicilia con meno 3,8%, la Basilicata con meno 3,6% e la Valle d’Aosta con meno 3,5%. E’ quanto emerge da un analisi dei conti economici regionali italiani effettuata dall’Istat, l’istituto nazionale di statistica, durante il 2012. I picchi di minore intensità, ossia le situazioni migliori, si registrano invece, nella provincia autonoma di Bolzano 0,7%, in Toscana con meno 1,9% e in Campania meno 2%. Il quadro che si delinea sulla base di questi risultati è quello di un Sud, come sempre, con un Pil pro capite quasi dimezzato rispetto al centro Nord: circa 17.416 euro nel Mezzogiorno, 31,094 nel nord ovest. Nonostante questo, rispetto al resto del Sud Italia, sempre in riferimento al Pil pro – capite, la Basilicata conserva una posizione leggermente al di sopra dei territori limitrofi, seppur, come ribadito, in un quadro non certo edificante; con i suoi 17 964 di Pil pro capite si colloca, infatti, di pochissimo sopra la Puglia, la Sicilia, la Campania e la Calabria. I riflessi di tale situazione ci sono, chiaramente, anche sulla spesa per consumi finali delle famiglie; anche qui la Basilicata rispetto al resto dell’Italia si difende. La variazione dal 2009 al 2012 in merito è del 6,2% per la Puglia, – 4,7% per la Campania, – 3,7% per la Basilicata, – 2,3% per la Calabria. Ma dove la Basilicata ha il primato negativo è il calo dell’occupazione; tra il 2009 e il 2012, se misurata in termini di unità di lavoro, questa cala del 6,5%, calo sensibilmente meno avvertito per esempio in Campania, dove si registra il meno 3,3%, in Calabria meno meno 3,2 %, Puglia meno 1,9%.

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