Un salto nello stupore

E’ uno spettacolo mozzafiato quello offerto dalle cascate di San Fele. In dialetto antico si chiamano dell’Uattenniere. In realtà sono i salti che compie il fiume Bradanello, che sgorga sull’Appennino che domina il piccolo comune che ha dato i natali a San Giustino De Jacobis. Sembra che siamo in Trentino o in Umbria, invece siamo solo a venti minuti da Rionero, a trenta da Melfi, a cinquanta da Potenza e meno di due ore da Matera. Un luogo tortuoso poco noto ai lucani stessi, ma che offre scenari imprevedibili. A farci da guida sono Tonino Troiano e il suo giovanissimo figlio Dario, Vincenzo Ranauda e Michele Sperduto. Da ragazzi erano propensi nella stagione calda ad utilizzare le cascate come piscine naturali. A centinaia si immergevano, pur sfidando i pericoli ed è una pratica che ancora qualche giovane tiene in vita. Hanno persino messo su una Associazione di volontari ed un sito web per divulgare questo insolito angolo di nord-Basilicata.

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