• 20 Settembre 2020

Ladri di castagne

 Ladri di castagne

Ogni anno, durante questo periodo, si ripete nell’area del Vulture, il fenomeno del furto di castagne ad opera di ladri-raccoglitori che consegnano il prodotto, con quotazioni bassissime, a pseudo commercianti, danneggiando due volte i titolari di aziende agricole, vale a dire per il furto e per la “concorrenza sleale”.
La denuncia viene dalla Cia di Melfi che si è fatta interprete del grave stato di disagio in cui si trovano produttori e coltivatori di castagneti. In questi giorni, come all’inizio della raccolta stagionale, nei terreni di loro proprietà si assiste ad un’autentica ed illegale invasione di forestieri organizzati in moto, auto, furgoni e persino in autobus per invadere le proprietà private del Vulture, oltre che da gruppi di ladruncoli melfitani e dei comuni dell’area. Ormai non si tratta più, come accadeva una volta, di famiglie in gita nei boschi del Vulture e che si limitano a raccogliere qualche chilo (anche questo è un fenomeno deprecabile). Siamo di fronte ad un vero ed proprio assalto ai castagneti.
Il grido di allarme viene da tutti i produttori di castagne del Vulture che durante l’anno con i loro sacrifici tengono puliti i castagneti al momento del raccolto devono subire questo sciacallaggio.
La Cia sollecita, a cominciare dal Comune di Melfi e dal Corpo dei vigili urbani sino agli organi competenti preposti, a controllare il territorio rurale e alle forze dell’ordine di vigilare per far svolgere serenamente ai produttori la raccolta delle castagne.
Tra le soluzioni immediate proposte: il divieto assoluto di accesso nell’area del Vulture (naturalmente per pochi giorni) a coloro che non dimostrano la proprietà di castagneti; il commissariato di Polizia di Stato, il comando dei carabinieri di Melfi e quello zonale della Guardia di Finanza si attivino per controllare i ricettatori di castagne sparsi nella cittadina di Melfi e in altri centri limitrofi; si istituisca un tavolo permanente per coordinare le operazioni di tutela dei produttori. Ai danni economici si aggiungono quelli produttivi ed ambientali perché in molte aziende si distruggono i castagneti e i poderi. Uno scempio che va assolutamente scongiurato perché la tutela con il marchio Igp del “marroncino”, la tradizionale Sagra della “varrola” ed altre simili nel Vulture sono iniziative completamente vanificate da simili atti.

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