• 28 Novembre 2020

Un ferragosto intrecciato, quando la natura si trasforma in arte.

Oggi la maggior parte dei contenitori e recipienti che utilizziamo nelle nostre case sono per lo più di plastica perché  l’abitudine è quella di andare a comprare tutto ciò che ci occorre senza sapere che è ancora possibile costruire manualmente diversi utensili e  originali complementi d’arredo.

Fino a qualche tempo fa, i nostri nonni dedicavano parte del loro tempo a realizzare gli oggetti di cui avevano bisogno tanto in casa come nelle campagne e tra questi vi erano i cestini di varie dimensioni, destinati agli usi più disparati dal più piccolo per portare il pane in tavola fino al più grande che serviva per trasportare la dote della sposa nella sua nuova casa, oltre naturalmente ai cucchiai di legno utilizzati dalle nonne in cucina.

Lungo le rive dei fiumi e loro affluenti cresce spontaneamente la materia prima: il salice (Salix purpurea) i cui ramoscelli, i vimini, si contraddistinguono per una variazione cromatica che va dal porpora al verde.

La tecnica dell’intreccio. Una volta recisi dall’arbusto e privati delle innumerevoli foglioline verdi, vengono selezionati quelli più robusti e resistenti, che tagliati a misura a seconda dell’oggetto che si andava a ordire, costituiscono il fondo (o la base) del canestro; invece i ramoscelli più sottili e flessibili vengono  attorcigliati fra di loro, cedendo alla decisa pressione delle dita che danno  loro la forma desiderata.

Il colore delle ceste dipende dai ramoscelli utilizzati che possono essere essiccati e quindi di colore chiaro oppure freschi e perciò di colore verdastro o purpureo. 

Il rametto da scorticare viene fatto scivolare all’interno della fessura  di una canna tagliata a metà avendo l’accortezza di far combaciare con la pressione delle dita i due lembi di quest’ultimo. Dopo aver sbucciato i rametti si prosegue sempre manualmente al loro intreccio nel più breve tempo possibile oppure si procede alla loro essicazione al sole per poter conservarli a lungo. All’occorrenza, per lo più nella stagione invernale, prima di utilizzarli bisogna immergerli in acqua per almeno un’ora affinché riacquistano la flessibilità originaria che permette di piegarli varie volte senza correre il rischio di spezzarli.

Ma vediamo insieme ora le varie fasi della realizzazione di un cestino realizzato dall’artigiano Nigro Donato Mario che in questa bellissima giornata di ferragosto alternativa ha voluto mostrarci come si realizza un piccolo cestino con materiale recuperato a km 0, infatti per realizzare il manufatto ci siamo spostati di pochi metri, eravamo nella frazione Priore nel comune di San Fele, vi mostriamo grazie alla nostra gallery come la natura diventa arte.

Abbiamo appeso simbolicamente il manufatto finito nello stesso luogo di origine dei rametti utilizzati per realizzarlo, vi abbiamo mostrato in pochi passi che grazie alla maestria e alla passione di artigiani come Donato, la natura si può trasformare in arte.

Donato Mario realizza anche laboratori creativi di cesteria nelle scuole

E’ importante trasmettere ai ragazzi il valore del lavoro artigianale, soprattutto di quelle attività che comportano abilità ed esperienze e che si stanno perdendo, proprio come il lavoro del cestaio. Un tempo in Basilicata molti figli dei contadini imparavano a costruire dei contenitori, dopo aver raccolto in autunno e/o primavera i migliori rami di salice, nocciolo, canne palustri, castagno, olmo, che venivano intrecciati.

I giovani studenti apprendono da Donato a creare, ad esempio, un piccolo cesto per la raccolta della frutta. A seconda dell’uso, delle dimensioni  e della forma ogni cesto ha un nome diverso.   

Finalità del laboratorio didattico artigianale

  • Trasmettere il valore del lavoro artigianale, in particolare quello del cestaio. 
  • Osservare le modalità degli intrecci, ad uno o più fili tessitori.
  • Distinguere i diversi materiali impiegati. 
  • Conoscere le abitudini del passato legate alla raccolta ed alla conservazione dei cibi.
  • Stimolare la fantasia e la creatività. 
  • Arricchire la capacità di controllo e coordinazione manuale.                                                          
  • Rilevare i vantaggi ecologici ed economici del lavoro del cestaio. Gli artigiani e i contadini raccoglievano infatti i materiali in loco, facendo attenzione a non danneggiare l’ambiente e a produrre senza sprechi.
  • Suscitare soddisfazione e l’orgoglio di saper fare.

Nelle foto alcuni dei lavori realizzati da Nigro Donato Mario

Per acquistare i cesti e i panieri realizzati da Donato visita il suo negozio presente su ebay

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